Punti di interesse

CITTÀ DI MOLFETTA CITTÀ DI MOLFETTA
Tour Medioevale e Rinascimentale della città di Molfetta. Il centro antico è caratterizzato da una pianta a spina di pesce, palazzi nobiliari e preziose strutture. Si può ammirare Palazzo Giovene, che ospita la Sala Consiliare "G. Carnicella", la Raccolta d'Arte Contemporanea, la Civica Siloteca "Raffaele Cornio", le riproduzioni di antichi mezzi a trazione animale, la Galleria degli uomini "Illustri", la Sala dei Templari, la Chiesa della Morte, Palazzo Galante Gadaleta e Torrione Passari, dalla cui sommità di può godere uno splendido panorama. Palazzo Passari- Lupis, Palazzo De Luca, Palazzo Nessa, dalla caratteristica facciata con bugnato a punta di diamante. Suggestiva è la passeggiata tra le antica mura cittadine per ammirare le facciate delle splendide chiese. Particolarmente affascinante è il Duomo San Corrado, uno dei più grandiosi esempi dell'architettura Romanica Pugliese del XII – XIII sec., con le due caratteristiche torri e le cupole. Ass. Turistica Molfettese Pro-Loco Tel. 080/3359402
Mail: prolocomolfetta@libero.it

TOUR TERRA-MARE TOUR TERRA-MARE
Punto di riferimento per la comunità di Molfetta e per tutti i viaggiatori è il Faro che risale alla metà del 1800, quando la città era chiamata "Vela Latina". Attualmente i turisti hanno la possibilità di accedervi per ammirare la bellezza del mare che incornicia anche l'aspetto commerciale ed industriale. Questa prospettiva permette di ammirare i passaggi evolutivi e le emozioni che legano mare e terra. Una piacevole escursione in barca a vela consente di osservare la città da un altro punto di vista – una guida a bordo illustrerà il centro medioevale connotato da un sistema di fortificazioni, dalle torri gemelle del Duomo, dal Torrione Passari e dai Cantieri navali.
Antiquamater 339/5484123 - Mail: info@antiquamater.it

TUOR ARCHEOLOGICO TUOR ARCHEOLOGICO
il Pulo La dorina del Pulo si trova a due chilometri dal centro urbano di Molfetta. Si tratta di una formazione ovoidale di orgine carsica, con assi di m. 170x130, perimetro di m. 600 e profondità m.30, sulle cui pareti verticali si aprono numerose grotte. Il sito ha rilevante interesse archeologico per una frequentazione umana che copre un ampio arco cronologico, a partire da 7000 anni fa, fino al XIX secolo. L'età preistorica, in special modo il Neolitico, ha restituito abbondanti reperti, espressione di una importante cultura, definita nelle classificazioni scientifiche come "Civiltà di Molfetta".
Ass. Polje Tel. 340/8807038 - Mail: infopolje@gmail.it - www.pulodimolfetta.it

TOUR RELIGIOSO TOUR RELIGIOSO
Il museo Diocesano è scrigno di opere di inestimabile valore. Conserva le tele di alcuni tra i più importanti pittori del XVI - XVIII secolo come Giaquinto e Cavallino, nonchè significative espressioni della storia locale, come i preziosi reperti neolitici del Pulo di Molfetta, e la monumentale biblioteca affrescata con cinquantamila volumi. Il Museo è il punto di partenza per numerosi tour religiosi tra le splendide chiese di Molfetta. Le guide della Coop FeArt accompagnano i visitatori alla scoperta del patrimonio ecclesiastico diffuso sul territorio cittadino e diocesano.
Coop FeArt Tel. 348/411369910

PUGLIA IMPERIALE PUGLIA IMPERIALE
Un territorio, mille emozioni. Info su www.pugliaimperiale.com

CASTEL DEL MONTE CASTEL DEL MONTE
Patrimonio dell'umanità dal 1996, è l'unico castello in Italia ad essere inserito nella lista dell'UNESCO. In territorio di Andria, al centro di un'area ricca di castelli che si ergono imponenti, a raccontar le gesta leggendarie dell'Imperatore e le trame di dame e cavalieri.

CATTEDRALE DI TRANI CATTEDRALE DI TRANI
Svetta sull'Adriatico, simbolo più alto del Romanico Pugliese: una sensazione unica la sua pietra rosea che domina il blu del mare, tanto da farla eleggere "Regina delle Cattedrali di Puglia".

CANNE DELLE BATTAGLIA CANNE DELLE BATTAGLIA
La più famosa sconfitta dei Romani. O se volete, la più famosa vittoria dei Cartaginesi, guidati nel 216 a.C. dal celebre condottiero Annibale, la cui ardimentosa manovra "a tenaglia" è divenuta un must anche per Napoleone.

DOLMEN DOLMEN
Quello della Chianca è il più famoso: enormi lastroni di pietra, immersi tra gli ulivi secolari, impossibili da smuovere. Simboli megalitici della preistoria da scoprire in tutto il territorio.

DE NITTIS: IMPRESSIONISMO PUGLIESE DE NITTIS: IMPRESSIONISMO PUGLIESE
I boulevard della Ville Lumière illuminarono il pennello di Giuseppe De Nittis da Barletta, che frequentando Renoir, Monet e altri pittori francesi "impressionò" tele straordinarie oggi raccolte nella sua meravigliosa pinacoteca. Da Parigi a Palazzo della Marra il passo è breve...

PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA
Primo parco rurale d'Italia, regno del falco grillaio, all'apparenza brullo e selvaggio, è uno spettacolo naturale a perdita d'occhio. Un paesaggio che in primavera stupisce per i suoi colori e per i suoi tramonti mozzafiato. La chiamano "Toscana del Sud"...

IL COLOSSO "ERACLIO" IL COLOSSO "ERACLIO"
Una croce nella destra, una sfera nella sinistra: 5 metri di bronzo e leggenda per l'imponente Eraclio. Misteriosamente ritrovata sulla spiaggia di Barletta, la statua abbandonata dai veneziani di ritorno dal saccheggio di Bisanzio nel 1204 è oggi il simbolo della Città.

MARE E TERME MARE E TERME
40 km di costa per gli amanti della tintarella! Distese di sabbia, bianchi ciottoli levigati, selvagge scogliere, lidi attrezzati, ed anche stabilimenti termali per bagni di benessere. Arrivando in barca si attracca agli attrezzati pontili delle darsene, accanto a yacht miliardari o al gozzo del pescatore.

DUOMO DI S. CORRADO DUOMO DI S. CORRADO
La chiesa venne costruita fra il 1150 e la fine del Duecento e dedicata a Santa Maria Assunta; fino al 1671 fu sede dell'unica parrocchia diMolfetta. Antica cattedrale della diocesi di Molfetta, nel 1785 la cattedra venne spostata nella chiesa del collegio dei Gesuiti insieme alla dedica. La ex cattedrale assunse quindi il nome di san Corrado, patrono di Molfetta.
La chiesa di San Corrado costituisce un singolare esempio dell'architettura romanico-pugliese.
Essa è infatti la maggiore delle chiese romaniche con la navata centrale coperta a cupole in asse (tre, nel caso specifico) impostate su tamburo a pianta esagonale, rispetto alle altre (comprese le quattro Basiliche Palatine) aventi la copertura del tipo a capriate e tegole sovrapposte.
La costruzione, a pianta basilicale asimmetrica, è divisa in tre navate da pilastri cruciformi con colonne addossate e la navata centrale presenta una copertura a tre cupole in asse, come già riportato, di altezza variabile (quella centrale è considerevolmente più alta delle due di estremità), mentre le navate laterali sono coperte con tetti spioventi, a una falda ciascuna, con tegole costituite da chiancarelle della stessa tipologia della copertura dei famosi trulli della valle d'Itria. Stesso tipo di chiancarelle, assemblate a punta di diamante con sei falde convergenti al centro verso l'alto per ciascuna cupola (allo scopo di assecondare la pianta esagonale dei tamburi di base), ricopre le tre cupole centrali.
La facciata rivolta a occidente, che oggi appare quella principale, è spoglia, a differenza di quella di mezzogiorno, che presenta tre finestre tardo rinascimentali, stemmi di alti prelati, un'immagine di papa Innocenzo VIII e le statue di san Corrado e san Nicola. Ciò si spiega col fatto che all'epoca della costruzione e fino al 1882 quella facciata, così come tutto il prospetto occidentale della città vecchia erano a picco sul mare, così come testimoniato dalle rare fotografie antecedenti alla costruzione della banchina Seminario, in coincidenza con la costituzione della primatranche del nuovo porto, cioè quello attuale (2007), conclusasi intorno al 1882, appunto.
Il complesso strutturale è serrato tra due torri campanarie. Queste (quella di mezzogiorno detta campanaria perché sede fisica del campanile, l'altra, più prossima al lato mare, di vedetta perché utilizzata a tale scopo per il preventivo avvistamento di eventuali incursioni saracene) sono gemelle, di base quadrata, a tre ripiani, alte 39 metri, aperte sui quattro lati da finestre bifore e monofore.
Nell'interno il corredo artistico è scarno ma essenziale; un fonte battesimale del 1518, un prezioso paliotto con bassorilievo del XIV secolo, un pluteo in pietra del XII secolo che rappresenta una cerimonia pontificale e il Redentore del XIII secolo. Caratteristica è l'acquasantiera del XII secolo, la quale raffigurante un uomo, probabilmente saraceno, che regge un bacile in cui nuota un pesce, simbolo ricorrente nell'iconografia religiosa. L'altare maggiore è in stile barocco ed è collocato nell'abside semicircolare.

MUSEO DIOCESANO MUSEO DIOCESANO
Il Museo è allestito all'interno degli eleganti ambienti dell'attuale Seminario Vescovile già collegio molfettese della Compagnia di Gesù, edificato a partire dal 1610.
Furono, infatti, i Gesuiti ad avviare una importante attività culturale nella cittadina adriatica, indirizzando le prime fabbriche della loro residenza a pubblico collegio per lo studio oltre che delle scienze teologiche anche delle discipline umanistiche e scientifiche.
Ragion per cui il poter destinare oggi una parte della struttura architettonica (il corpo di fabbrica di ponente) ad attività museale e culturale, costituisce un'occasione unica per il recupero del ruolo sociale che l'istituto ha sempre svolto nei riguardi della città.
Già nel 1881 Mons. Filippo Giudice Caracciolo dispose l'allestimento di alcune sale museali presso il Seminario Vescovile. In esse si poteva ammirare la prima raccolta di materiale archeologico proveniente dal Pulo di Molfetta, appartenuta all'arciprete e letterato molfettese G. M. Giovene (n. 1753 - m. 1837).
In seguito la collezione fu arricchita dai reperti provenienti dalle zone archeologiche di Terlizzi e Bisceglie, raccolti dall'arcidiacono Francesco Samarelli in varie campagne di scavo, e da donazioni di collezionisti privati (Cascarano – de Trizio).
Dopo un periodo di stasi si deve alla lungimiranza di Mons. Achille Salvucci (1935-1978) la sua riapertura e a Mons. Aldo Garzia l'istituzione del Museo–Pinacoteca nel 1980.
Negli anni successivi, a motivo dell'accrescimento del patrimonio museale, il Museo Diocesano ha avuto diverse ristrutturazioni fino all'attuale riordino voluto dal Vescovo Mons. Luigi Martella.
Esso è articolato in sei sezioni distinte: archeologia, lapidario, scultura, paramenti sacri, pittura, argenti.
Degna di nota è la Biblioteca del Seminario Vescovile che ha sede al primo piano, all'interno di una monumentale sala affrescata. E' una Biblioteca ad indirizzo teologico-umanistico, costituita dai fondi librari dell'ex Collegio dei Gesuiti e dell'ex Studio dei Domenicani oltre che dalla stratificazione di fondi librari eterogenei, provenienti dalle varie donazioni succedutesi nel tempo. Considerevole è il fondo manoscritti e il fondo antico composto da incunaboli e oltre duecento cinquecentine, accanto ad edizioni del Seicento e Settecento.

Altri punti di interesse
Duomo Vecchio - 0,04 km
Cattedrale - 0,27 km
Ospedale di Molfetta - 1,73 km
Stadio "Paolo Poli" - 1,97 km
A14 Bologna-Taranto - 4,28 km
Miragica - Parco dei divertimenti - 5,15 km
Outlet Village di Molfetta - 5,91 km


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